Comunicati stampa - SOS ticino

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COMUNICATI STAMPA


Serata pubblica "Migrazioni alla lente"

Lugano, 17.1.2017 - Oltre 5'000 persone sono morte in mare cercando di raggiungere le coste europee nel 2016. Un tristissimo record che dovrebbe interrogare non solo le coscienze, ma anche le politiche migratorie di tutta Europa. Nel 2015 circa un milione di persone ha attraversato il Mediterraneo: si tratta del numero più elevato degli ultimi cinque anni; basti pensare che nel 2014 erano 216 mila, nel 2013 60 mila e nel 2012 22 mila.
Secondo i dati dell’UNHCR tra il primo gennaio e il 31 dicembre 2016, sono sbarcate in Europa 361'678 persone, di cui 181'405 in Italia e 173'447 in Grecia. Sono cifre ben lontane da quella record del 2015, tuttavia le cifre del 2016 eguagliano il numero di arrivi tra il 2011 e il 2014 compresi. In Italia nel 2015 erano giunte complessivamente 153 mila persone, mentre nel 2016 181 mila, ossia il 18% in più.
I paesi di provenienza di questa umanità in cammino su scala europea, sono stati Siria (23%), Afghanistan (12%) e Nigeria (10%). In Italia sbarcano soprattutto uomini, donne e bambini provenienti dai paesi africani. Dei 181 mila migranti sbarcati in Italia nel 2016, il 21% proviene dalla Nigeria, il 12% dall’Eritrea, il 7%-10% da Guinea, Gambia e Costa d’Avorio, il 6% dal Senegal e il 5% dal Sudan e dal Mali e il 9% dalla Somalia. Tra questi, figura una notevole proporzione di minori non accompagnati.
La spinta all’emigrazione da questi paesi deriva da fattori di instabilità politica e sociale. L’Eritrea è dominata da più di vent’anni dalla dittatura del presidente Isaias Afewerki; tra le cause della fuga, oltre alla mancanza di libertà civili e politiche, c’è la prospettiva del servizio militare, obbligatorio per uomini e donne dai 17 anni e di durata potenzialmente illimitata. In Somalia, dopo oltre 25 anni di conflitto civile, la minaccia maggiore è rappresentata dai miliziani di al-Shebaab, autori, negli ultimi mesi, di sanguinosi attacchi terroristici nella capitale. Le incursioni di Boko Haram, invece, sono le principali responsabili della emigrazione dalla Nigeria.
Dietro queste cifre dure e crude, ci sono dei volti, delle storie di migrazione molto pesanti. Ci sono donne, uomini e bambini che cercano protezione anche in Svizzera, anche in Ticino. L’emergenza migratoria si scontra con politiche europee fallimentari, è al centro di dibattiti politici infuocati, tanto che in Europa diverse formazioni politiche hanno costruito il proprio consenso elettorale su questo tema.
E in Ticino? Qual è la situazione? Quali le analisi e le possibili risposte? Per discuterne con ospiti qualificati e importanti, tra cui il Consigliere di Stato Norman Gobbi, il Soccorso operaio Ticino ha organizzato una serata in collaborazione con Incontro Democratico. L’appuntamento è il prossimo martedì 24 gennaio, alle ore 20.15 presso le Cantine Valsangiacomo, Via alle Cantine 6, Mendrisio.
Interverranno:
• Mario Amato, giurista di SOS Ticino, che farà una panoramica delle norme giuridiche interne e internazionali che regolano la problematica, con particolare attenzione ai minorenni non accompagnati, ai ricongiungimenti familiari e all’accordo di riammissione fra Svizzera e Italia
• Immacolata Iglio Rezzonico, avvocata della Fondazione Posti Liberi, che porterà le esperienze fatte dalla Fondazione in questo contesto
• Norman Gobbi, Consigliere di Stato, con un intervento su come Confederazione e Cantone hanno affrontato la situazione
• Lucia Della Torre, Dr. Iur., con una contestualizzazione storica del fenomeno.



La vergogna di Aleppo

Lugano, 21.12.2016 - Ogni ora che passa, è un’ora di terrore in più per i siriani e le siriane prigionieri dell’inferno di Aleppo. Siamo di fronte a un bollettino di guerra che viene aggiornato senza sosta. Intanto si susseguono gli appelli, le grida di aiuto, anche se il mondo appare totalmente sordo.
Il Soccorso operaio svizzero (SOS Ticino) segue con apprensione e sgomento il dramma di Aleppo, la cui situazione umanitaria è catastrofica.

“Tutti i giardini di Aleppo si sono trasformati in cimitero”. È uno dei messaggi lanciato dai ragazzi e dalle ragazze che sono rimasti nei quartieri della città siriana martoriata dalla guerra, dove denunciano diverse violazioni del cessate il fuoco attraverso video postati su Twitter, con l’hashtag #StandWithAleppo.
Questo è solo uno dei tanti appelli di giovani coraggiosi che documentano dalle viscere dell’inferno quanto sta accadendo in queste ore nella città siriana. Negli ultimi giorni di scontri, gli abitanti di Aleppo – tra cui attivisti, giornalisti e insegnanti – hanno appunto usato i social network per raccontare la situazione nella città e la paura della popolazione.

Le Nazioni Unite parlano di stragi, omicidi e gravi violazioni dei diritti umani. Un portavoce dell’Onu ha raccolto racconti di persone uccise per strada mentre cercavano di fuggire. Molte persone vengono però freddate mentre cercano di mettersi in salvo. Il numero dei morti è pertanto destinato a salire di ora in ora. L’ONG Medici senza frontiere ha dichiarato all'agenzia AFP che ci sono ancora moltissime persone intrappolate. Insomma, i civili sono letteralmente stritolati tra i combattimenti delle forze in campo. E sono sempre più numerose le voci che denunciano un vero e proprio genocidio.
Intanto la comunità internazionale guarda ad Aleppo, logorata e devastata dal conflitto tra truppe governative e ribelli, senza arrivare ad una soluzione definitiva. Nelle macerie di Aleppo si specchia il fallimento dell’intera diplomazia internazionale.

Il Soccorso Operaio svizzero, pur seguendo con apprensione la situazione umanitaria ad Aleppo, deve anche pensare all’accoglienza sul nostro territorio di chi fugge da quelle realtà, e condivide pertanto la soddisfazione dell’Organizzazione svizzera per l’aiuto ai rifugiati (OSAR) per la decisione del Consiglio federale, pronto ad ammettere 2000 persone vulnerabili supplementari.
Tuttavia condivide anche la posizione in base alla quale un contingente supplementare di 2000 rifugiati per soli due anni, non è sufficiente. La Svizzera può e deve fare di più, sempre in un contesto di collaborazione internazionale.
Grazie alla sua solida esperienza sul campo, SOS Ticino si prepara ad accogliere i rifugiati e a garantire loro la necessaria assistenza, in conformità al mandato ricevuto.



Un progetto teatrale vince il concorso d’idee SOS

28.11.2016 - Per celebrare i suoi 80 anni, il Soccorso operaio svizzero (SOS) ha lanciato un concorso nazionale d’idee rivolto al mondo giovanile, che ha premiato le migliori proposte per un innovativo progetto o manifestazione riguardante l’integrazione sociale e l’inserimento pro-fessionale dei giovani. Lunedì i sei progetti vincenti sono stati presentati nel quadro della cerimonia di consegna dei premi a Berna. La giuria ha assegnato il primo premio al progetto teatrale «Anders und doch gleich» («Diversi eppure uguali») della Berufs-, Fach- und Fortbildungsschule di Berna (BFF).
«Siamo rimasti colpiti dalla qualità dei circa 40 progetti pervenuti», ha dichiarato il Consi-gliere nazionale Jean Christophe Schwaab, presidente della rete SOS. Una giuria, compo-sta da personalità di spicco del mondo politico ed economico (tra cui Valentin Vogt, presidente dell’Unione padronale svizzera, e Vania Alleva, presidente del sindacato Unia) ha selezionato le sei proposte migliori.
La BFF si è aggiudicata il primo premio di 3500 franchi con il progetto teatrale «Anders und doch gleich». Tale progetto prevede la realizzazione di una commedia sul tema delle diffe-renze culturali, delle affinità e dei pregiudizi da parte di giovani migranti insieme ai loro coetanei svizzeri.
Gli altri premi vanno alle seguenti istituzioni e persone: Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (SUPSI), gruppo di cinque adolescenti di Delémont, Wohnheim UMA (Täuffelen/BE), Association de la Brigade scoute du Vieux-Mazel (Vevey), Bildungszentrum kvBL Reinach/BL.
Uno dei sei progetti premiati verrà messo in pratica. I responsabili della rete SOS nel corso del mese di dicembre decideranno quale sarà la proposta prescelta.
Per ulteriori informazioni, rivolgersi a:

DE: Kim Schweri, segretaria nazionale SOS,
076 520 06 03 / kim.schweri@sah-schweiz.ch
FR: Catherine Suchet, responsabile di progetto,
031 380 14 02 / catherine.suchet@sah-schweiz.ch



In Ticino la Giornata Nazionale del personale del Soccorso Operaio Svizzero, 4 / 5 novembre 2016

Si è tenuta negli scorsi giorni a Bellinzona l’annuale Assemblea generale del personale delle Associazioni SOS di tutta la Svizzera, con la partecipazione di oltre 150 persone.

Il Soccorso Operaio Svizzero (SOS) è un’organizzazione che opera in tutta la Svizzera da oltre 80 anni con progetti a favore dei disoccupati, dei migranti e delle persone meno abbienti. La rete nazionale del SOS riunisce dieci associazioni regionali, con circa 600 collaboratori impiegati in 13 cantoni e 29 città di tutte e quattro le regioni linguistiche del paese, e Solidar Suisse, che svolge in Svizzera campagne di sensibilizzazione e promuove programmi all’estero diretti al miglioramento della giustizia sociale.  
Il lavoro e l'integrazione sono gli assi portanti delle attività delle Associazioni SOS. Ogni anno un totale di oltre 8’000 persone è coinvolto nelle circa 130 offerte, progetti e programmi dell’organizzazione. Attraverso i loro ambiti di attività, le loro offerte di prestazioni, e grazie alla professionalità e all’esperienza dei suoi collaboratori, le Associazioni sono attualmente per diversi cantoni un importante fornitore di servizi.
La giornata del personale SOS 2016 è stata organizzata a Bellinzona da SOS Ticino, attivo in Ticino dal 1984 e presente su tutto il territorio cantonale con una offerta di prestazioni e di servizi ampia e diversificata (www.sos-ti.ch).
Durante la giornata di sabato, che si è svolta presso l’albergo UNIONE di Bellinzona, i collaboratori hanno dibattuto, nella formula del  World Café, il tema
“Il SOS tra aspettative dei mandatari, degli utenti, della società, delle richieste del mercato
e dei propri valori”
I lavori sono stati introdotti e accompagnati dagli interventi del Prof. Graziano Martignoni, del Granconsigliere Nicola Pini e di Cristina del Biaggio, collaboratrice scientifica presso l’Università di Ginevra, che hanno dibattuto con i partecipanti al colloquio la loro posizione sulle prossime sfide nell’ambito della migrazione e dell’integrazione al lavoro ed esposto le loro aspettative nei confronti di un’associazione come Soccorso Operaio Svizzero.
La prima parte del programma si è svolta venerdì 4 novembre 2016: prima dell’aperitivo, organizzato presso il Ristorante e impresa sociale Casa del Popolo - Sostare, gli ospiti hanno assistito presso il Cinema Forum di Bellinzona alla proiezione di un breve filmato, prodotto per l’occasione e riguardante alcune delle numerose attività di SOS Ticino. La cena e il programma serale sono stati organizzati al Ristorante Castelgrande.

Per informazioni:
Angela Monhart amonhart@sos-ti.ch  tel. 091 825 04 72
http://www.sos-ti.ch



80 anni di solidarietà e impegno
25.5.2016-Il Soccorso operaio svizzero (SOS) il 26 maggio 2016 festeggia 80 anni. Il SOS è stato fondato nel 1936 a Zurigo dall’Unione sindacale svizzera e dal Partito socialista svizzero, allo scopo di sostenere, dentro e fuori i confini nazionali, le famiglie operaie colpite dalla crisi economica mondiale.L’impegno del SOS per una società più giusta sotto il profilo sociale, politico ed economico è stato condiviso e sostenuto in passato come nel presente da eminenti personalità. Alain Berset, Christian Levrat, Pierre Aguet, Fabrice Ghelfi, Stéphane Rossini, Thierry Apothéloz, Marc Spescha, Balthasar Glättli, Beat Däppeler e Pelin Kandemir Bordoli sono solo alcuni tra coloro che hanno collaborato con il SOS come membri del comitato o presidenti.

Il SOS oggi
• 10 associazioni regionali presenti in 16 Cantoni e 29 città della Svizzera
• Quasi 900 collaboratori ogni anno informano, affiancano, formano e offrono servizi di coaching a 20'000 donne e uomini nell’ambito di circa 140 programmi diversi
• I nostri servizi si rivolgono a disoccupati, persone in assistenza sociale, migranti, richiedenti l’asilo, profughi e persone ammesse provvisoriamente
• Offriamo prestazioni conformi ai bisogni alla Confederazione, ai Cantoni e ai Comuni, come ad esempio corsi di lingua nei parchi, coaching per famiglie per uscire dall’assistenza sociale, programmi di inserimento professionale per giovani madri, rappresentanze di richiedenti l’asilo durante la procedura d’asilo, …

Per celebrare i suoi 80 anni, il SOS ha lanciato un concorso nazionale d’idee rivolto ai giovani. «Al posto di una costosa festa di giubileo, abbiamo preferito organizzare un concorso d’idee», dichiara il Consigliere nazionale Jean Christophe Schwaab, presidente della Rete SOS. Il concorso è dotato di un montepremi di 80'000 franchi: «8000 franchi vanno ai vincitori, mentre il denaro rimanente sarà impiegato per realizzare una delle idee», spiega Schwaab. La premiazione delle migliori idee per un innovativo progetto o manifestazione riguardante l’integrazione professionale e sociale dei giovani avrà luogo alla fine del 2016.
Ulteriori informazioni e condizioni di partecipazione su:
http://www.sos-svizzera.ch/concorso



Il Soccorso operaio svizzero SOS festeggia 80 anni!
Per celebrare i suoi 80 anni, il Soccorso operaio svizzero (SOS) promuove un con-corso nazionale d’idee rivolto al mondo giovanile. Verranno premiate le migliori idee per un innovativo progetto o manifestazione riguardante l’integrazione professionale e sociale dei giovani.«Invece di una costosa festa di giubileo, preferiamo organizzare un concorso d’idee», di-chiara il Consigliere nazionale Jean Christophe Schwaab, presidente della Rete SOS. Il concorso è dotato di un montepremi di circa 80'000 franchi. «8000 franchi vanno ai vinci-tori, mentre il denaro rimanente sarà impiegato per realizzare una delle idee», aggiunge Schwaab.
Per il presidente Schwaab, il concorso d’idee riflette la storia del SOS dal 1936: «Il nostro nome è da sempre sinonimo di impegno coerente e costante a favore delle persone in condizioni economiche e sociali difficili».
L’iniziativa si rivolge agli allievi a partire dal livello secondario II, ai partecipanti a semestri di motivazione e ad altri programmi di preparazione professionale, agli studenti delle Scuole universitarie professionali e delle Università nonché alle associazioni attive in ambito giovanile. Una giuria, composta da esponenti di spicco del mondo politico ed economico (tra cui Va-lentin Vogt, presidente dell’Unione padronale svizzera, e Vania Alleva, presidente del sin-dacato Unia), selezionerà le sei idee migliori. La consegna dei premi avrà luogo alla fine di novembre del 2016 a Berna.
Il dossier di candidatura va inviato entro il 30 settembre 2016 al Segretariato nazionale del SOS. Ulteriori dettagli e condizioni di partecipazione su:
http://www.sos-svizzera.ch/it/
Per maggiori informazioni
DE: Kim Schweri, segretaria nazionale SOS,
076 520 06 03 / kim.schweri@sah-schweiz.ch
FR: Catherine Suchet, capoprogetto,
031 380 64 79 / catherine.suchet@sah-be.ch
 
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