Il Soccorso operaio svizzero festeggia quest’anno il suo 90° anniversario
Con una brochure e una serie di interviste, mostriamo cosa ha caratterizzato il SOS dal 1936 a oggi: una solidarietà concreta con le persone svantaggiate e la volontà costante di dare il proprio contributo nei cambiamenti sociali.
Focus: gli anni ’90 – quando la disoccupazione divenne una sfida sociale
Negli anni Novanta la disoccupazione in Svizzera era aumentata in modo significativo, passando da meno dell’1% a oltre il 5%, con oltre 250’000 persone senza lavoro. Ben prima della creazione degli URC, il SOS vi reagì rapidamente, ampliando i programmi di formazione e di occupazione. Infatti alcuni progetti e servizi pionieristici - tutt’oggi molto validi - risalgono a questo periodo: l’agenzia di lavoro interinale sociale Etcetera, il Perspectives professionnelles, il servizio di consulenza indipendente impuls o i progetti di integrazione come Co-Opera.
La storia prende vita grazie alle voci del SOS
I contributi per sottolineare questo anniversario si basano in particolar modo su interviste a personalità di spicco. Angeline Fankhauser, segretaria generale del SOS dal 1986 al 1998, riassume così lo spirito che guidava il nostro operare: ”Ciò che conta è meno concorrenza e più collaborazione”. Hannes Lindenmeyer, che ha diretto il Settore Svizzera del SOS dal 1983 al 1997, aggiunge: ”Per me la solidarietà significa partecipazione. Le persone interessate da una determinata problematica devono poter dire la loro e contribuire alla risoluzione.” E il direttore di OSEO Vaud, Yves Ecoeur, ricorda il nocciolo della questione sociale: “Non bisogna colpevolizzare le persone”. E sottolinea: “Quando si può, si vuole”.
Leggi le interviste complete:
Angeline Fankhauser
Hannes Lindenmeyer
Yves Ecoeur
Chiara Orelli