Il Soccorso Operaio Svizzero è stato fondato nel 1936 dall’Unione Sindacale Svizzera (USS) e dal Partito Socialista svizzero (PS), allo scopo di mitigare gli effetti negativi della crisi economica mondiale del ‘29 e di sostenere le famiglie operaie bisognose, sia in Svizzera che all’estero.
Dopo lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, l’associazione ampliò il proprio campo d’azione, includendo l’assistenza ai rifugiati, affermandosi come una delle prime organizzazioni assistenziali elvetiche a impegnarsi nella cooperazione allo sviluppo.
Nel 1951 l’associazione figurò tra i fondatori del Soccorso Operaio Internazionale (ridenominato Solidar Suisse nel 1995), attraverso il quale furono realizzati, tra gli altri, numerosi interventi di assistenza umanitaria nei Paesi colpiti da catastrofi naturali o conflitti armati.
A livello nazionale, l’assistenza ai rifugiati assunse un'importanza crescente, in particolar modo dopo la presa di potere di Pinochet in Cile e il colpo di Stato militare in Turchia, che provocarono un forte aumento dei profughi.
All’inizio degli anni ‘90, la disoccupazione in Svizzera raggiunse livelli senza precedenti, passando da meno dell’1% a oltre il 5%. In risposta a questa emergenza, il Soccorso Operaio Svizzero assunse un ruolo pionieristico, sviluppando programmi rivolti alle persone rimaste senza lavoro e potenziando la propria rete di associazione regionali, attive capillarmente su tutto il territorio nazionale.
Nel 2005, l’associazione subì una profonda ristrutturazione: le attività in Svizzera e quelle internazionali vennero affidate a due entità giuridicamente distinte – gli interventi all’estero vennero gestiti da Solidar Suisse, mentre il Soccorso Operaio Svizzero si concentrò sulle attività a livello nazionale. Nacquero così le Associazioni regionali SOS, tra le quali SOS Ticino, e nel 2008 fu creato il Segretariato nazionale, con compiti di coordinamento delle varie Associazioni regionali. Nel 2011 venne quindi fondata l’Associazione mantello SOS Svizzera con sede a Berna che funge da collegamento tra le dieci Associazioni regionali SOS e Solidar Suisse.
Nel secondo decennio degli anni 2000, l’Europa si è trovata ad affrontare due eventi di grande rilevanza: la crisi finanziaria del 2008 e la crisi migratoria del 2015. In entrambe le circostanze, l’associazione intensificò il proprio impegno, promuovendo numerose iniziative a sostegno delle persone disoccupate e migranti.
Agli inizi degli anni ’20 del 2000, durante la pandemia di COVID-19, il Soccorso Operaio Svizzero ha offerto un supporto fondamentale a chi si è trovato senza lavoro o in condizioni di precarietà occupazionale. In concomitanza, con l’invasione russa dell’Ucraina nel 2022, l’organizzazione ha ulteriormente rafforzato il proprio intervento, adattandosi rapidamente alla nuova emergenza e introducendo significativi cambiamenti interni per far fronte all’arrivo di un elevato numero di rifugiati in Svizzera.
Oggi, con oltre 800 collaboratori attivi su tutto il territorio nazionale, il Soccorso Operaio Svizzero rappresenta la più grande organizzazione svizzera impegnata nell’integrazione professionale e sociale, continuando a rispondere con competenza e umanità alle sfide del presente.